Viaggio in Australia: la terra dei canguri ci sta aspettando

Eccoci con una nuova avventura alla conquista dell'Australia, partenza il 16 febbraio 2012 alla scoperta di questa meravigliosa terra!


DICEMBRE 2011

Odio la monotonia... questa è una cosa che non mi stancherò mai di ripetere, e odio anche fare i bagagli (ma questo non è veramente un problema irrisolvibile) eheheh...Comunque dopo circa 3 anni passati a fare lo stesso lavoro, ho deciso che ne avevo abbastanza, il lavoro in sé non era mica male, ma non era quello che stavo cercando io in quel momento. Ecco allora che il mio ragazzo mi viene in soccorso e mi chiede: "Perché non ce ne andiamo in Australia?"
Devo dire che la proposta all'inizio mi ha spiazzato (neanche mi avesse chiesto di sposarmi!!) ma poi ci ho riflettuto un attimo ed ho pensato: "Già, perché no?". Ed ecco allora che ancora una volta il mio preziosissimo computer ci viene in soccorso. Iniziamo in questo modo a capire quali sono i visti migliori per noi ed ecco che subito ci salta all'occhio un visto particolare, il Working Holiday Visa. Questo visto è miracoloso, ma vediamolo meglio nel dettaglio: esso consente a tutti coloro che non hanno ancora compiuto il 31esimo anno di età di rimanere il Australia per 12 mesi (a cui farà fede il timbro sul passaporto di entrata) per lavorare full-time per lo stesso datore di lavoro per un massimo di 6 mesi, scaduti i quali dovrete necessariamente cambiare datore. Esso ti permette anche di studiare fino a 4 mesi (ad esempio frequentando una scuola di inglese). E se nell'arco di quest'anno si lavora per almeno 88 giorni in alcuni settori specifici, è possibile fare una seconda richiesta di visto che sarà valido per un ulteriore anno. Insomma, capite che l'Australia ci stava dando l'opportunità di rimanere per ben 2 anni sul territorio, potendo lavorare, viaggiare, studiare e ovviamente anche mettere da parte qualcosa? Questa era veramente un'opportunità da non sprecare.
Dopo aver capito che avremmo trascorso inizialmente un anno lontano da casa, non ci restava che dirlo ai nostri genitori. Io personalmente non ho incontrato molte difficoltà, mia mamma ha sempre detto che bisognava viaggiare nella vita. Il problema più grande è stato dirlo ai genitori di Marco, non perché fossero contrari, ma perché i suoi genitori sono comunque molto protettivi, ed avrebbero voluto che anche Marco avesse contribuito a portare avanti l'azienda di famiglia. 
Non sono genitore, quindi probabilmente non potrò capire fino in fondo cosa abbiano provato i nostri genitori al momento della partenza; credo sia comunque doloroso veder il proprio figlio lontano da casa per così tanto tempo. Ma credo anche che questa scelta sia normale, così come cercare una casa o sposarsi ed avere figli; semplicemente non è una scelta molto comune. Fatto sta che il 16 febbraio 2012 è arrivato veramente in fretta, ancora dovevamo finire le nostre valigie, anzi a dirla tutta speravo di riuscire a mettere dentro tutto l'armadio ma purtroppo ciò non mi è stato possibile! L'ora era finalmente arrivata, all'aeroporto c'erano tutte le persone a cui volevamo bene! Ma per questa avventura non saremmo partiti soli! Perché ad accompagnarci c'erano anche due nostri amici, anch'essi italiani che hanno deciso di aggregarsi a noi!! Ecco allora che eravamo tutti pronti ad incominciare questa nuova avventura chiamata Australia!! 

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